Una mattinata davvero intensa, fra ricordi, sorrisi e non poca commozione. Domenica 25 ottobre la comunità di Orezzo, frazione di Gazzaniga, ha riservato un caloroso abbraccio, nel sessantesimo di ordinazione, a don Damiano Ghiraldini, parroco dal 1992 al 2008.
Affiancato da don Giovanni Locatelli, parroco di Leffe, don Damiano ha celebrato la messa nella parrocchiale della Ss.Trinità, oltremodo affollata. Laura Merla, a nome della comunità, ha porto il saluto iniziale, con la voce rotta da una contagiosa commozione. Nell’omelia don Damiano ha salutato e ringraziato, ricordando la vocazione giovanile “forse ispirata dalla Madonna Pellegrina a Villa d’Ogna (suo paese natale ndr) cui nel 1950 il parroco chiese il dono di un sacerdozio in paese. Entrai in Seminario proprio quell’anno: avevo 10 anni e fui accompagnato a piedi da mio padre, al gelo alle cinque del mattino, sotto un cielo stellato”.
Ai ricordi si è aggiunta una profonda riflessione sul sacerdozio e sull’essere prete oggi. “Farei il sacerdote per altri sessant’anni – ha detto don Damiano, pure sopraffatto dalla commozione – ma alla mia maniera, con semplicità, senza computer e con tutti i limiti che l’umanità comporta. State vicini ai sacerdoti: essi sono gli interpreti della presenza di Cristo, così come Egli rappresenta Dio fra noi”. Salutata con gratitudine anche la folta presenza alla messa, accompagnata dalla Scuola di Canto: “San Carlo Acutis ricordava che se solo i fedeli sapessero quanto può far bene una sola messa, le chiese sarebbero sempre strapiene”.
Fra i fedeli c’era in veste ufficiale il sindaco Angelo Merici, ma c’erano soprattutto coloro che con Don Damiano hanno condiviso negli anni impegno intenso e motivato. La mattinata si è conclusa nella casa parrocchiale, dove lo storico parroco abitò con la sorella Palmira, pure ricordata in chiesa. Fra coloro che hanno voluto esprimere i propri auguri anche i coniugi Ezio e Giuliana Goggia (genitori della nota campionessa di sci) che don Damiano unì in matrimonio nel Santuario di San Gottardo a Cirano di Gandino. La festa si è poi conclusa con il pranzo presso la vicina “Penzana dol Merèl”.
Affiancato da don Giovanni Locatelli, parroco di Leffe, don Damiano ha celebrato la messa nella parrocchiale della Ss.Trinità, oltremodo affollata. Laura Merla, a nome della comunità, ha porto il saluto iniziale, con la voce rotta da una contagiosa commozione. Nell’omelia don Damiano ha salutato e ringraziato, ricordando la vocazione giovanile “forse ispirata dalla Madonna Pellegrina a Villa d’Ogna (suo paese natale ndr) cui nel 1950 il parroco chiese il dono di un sacerdozio in paese. Entrai in Seminario proprio quell’anno: avevo 10 anni e fui accompagnato a piedi da mio padre, al gelo alle cinque del mattino, sotto un cielo stellato”.
Ai ricordi si è aggiunta una profonda riflessione sul sacerdozio e sull’essere prete oggi. “Farei il sacerdote per altri sessant’anni – ha detto don Damiano, pure sopraffatto dalla commozione – ma alla mia maniera, con semplicità, senza computer e con tutti i limiti che l’umanità comporta. State vicini ai sacerdoti: essi sono gli interpreti della presenza di Cristo, così come Egli rappresenta Dio fra noi”. Salutata con gratitudine anche la folta presenza alla messa, accompagnata dalla Scuola di Canto: “San Carlo Acutis ricordava che se solo i fedeli sapessero quanto può far bene una sola messa, le chiese sarebbero sempre strapiene”.
Fra i fedeli c’era in veste ufficiale il sindaco Angelo Merici, ma c’erano soprattutto coloro che con Don Damiano hanno condiviso negli anni impegno intenso e motivato. La mattinata si è conclusa nella casa parrocchiale, dove lo storico parroco abitò con la sorella Palmira, pure ricordata in chiesa. Fra coloro che hanno voluto esprimere i propri auguri anche i coniugi Ezio e Giuliana Goggia (genitori della nota campionessa di sci) che don Damiano unì in matrimonio nel Santuario di San Gottardo a Cirano di Gandino. La festa si è poi conclusa con il pranzo presso la vicina “Penzana dol Merèl”.
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