Una preziosa opera del Cinquecento bresciano entra a far parte del patrimonio del CaMus – Museo Camuno di Breno. La donazione, effettuata dalla famiglia Gnutti in ricordo dell’imprenditore bresciano Giorgio Gnutti, scomparso nel 2023, rappresenta un importante arricchimento per le collezioni museali della Valcamonica e apre nuove prospettive di studio su un’opera ancora in parte dispersa.
La presentazione ufficiale si è svolta sabato 12 giugno 2026 al Museo Camuno di Breno. Il dipinto, un frammento di tela raffigurante tre teste, è stato donato dalla moglie Mariella e dalla figlia Umberta Gnutti per ricordare la figura di Giorgio Gnutti, patron di Almag Spa, collezionista e appassionato d’arte profondamente legato alla Valcamonica.
L’opera era destinata a lasciare l’Italia per essere battuta in una prestigiosa casa d’aste extraeuropea. Grazie all’intervento di studiosi ed esperti, il dipinto è stato però riconosciuto come di particolare rilevanza per il patrimonio artistico nazionale. Per questo motivo il Ministero della Cultura ne ha dichiarato l’interesse nazionale, consentendone la tutela e la valorizzazione nel contesto delle collezioni pubbliche.
L’aspetto più straordinario della scoperta riguarda il collegamento diretto tra il frammento donato e altri due frammenti già conservati al CaMus di Breno. I tre pezzi combaciano perfettamente e costituiscono parti di una tela più ampia, oggi ancora incompleta. L’obiettivo degli studiosi è quello di procedere in futuro al ricongiungimento delle porzioni conosciute e proseguire la ricerca degli altri frammenti ancora dispersi.
La donazione è stata resa possibile grazie ai contatti tra Umberta Gnutti e il conservatore del Museo Camuno Federico Troletti, con la collaborazione di Paola Strada, già direttrice dell’Ufficio Esportazione del Ministero della Cultura di Milano. Alla presentazione era presente anche il professor Mario Marubbi, conservatore dei Musei Civici di Cremona.
“Questa acquisizione rappresenta un momento di fondamentale importanza per l’arricchimento della nostra collezione e per la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio camuno e lombardo. È un caso virtuoso, auspicabile anche per altre future donazioni”, ha dichiarato Federico Troletti. “Questo conferimento rappresenta un esempio di impegno della società civile per il bene comune e il frutto della collaborazione tra privati, un museo civico e il Ministero della Cultura”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’assessora alla Cultura del Comune di Breno, Lucia Botticchio. “Questa donazione rappresenta per il Comune di Breno una straordinaria opportunità di arricchimento del patrimonio del Museo Camuno. È inoltre una vicenda affascinante e per molti aspetti ancora avvolta nel mistero: quella del ricongiungimento di porzioni di un’opera più ampia che, come tessere di un puzzle, ci restituiscono frammenti di una storia ancora tutta da ricostruire”.
Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, la vicenda intreccia figure e storie differenti, coinvolgendo artisti come Callisto Piazza e Romanino, il sacerdote e studioso don Romolo Putelli, la famiglia Gnutti e il Comune di Breno. Un percorso di ricerca che continua ancora oggi e che potrebbe riservare nuove scoperte sul destino dell’antica tela.
Con questa donazione il CaMus rafforza ulteriormente il proprio ruolo nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico della Valcamonica, restituendo al territorio un’opera di grande valore culturale e simbolico.
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