La cannabis fa bene al cuore? Uno studio ammette gli effetti positivi della marijuana

🔔 Vuoi ricevere le notizie di Montagne & Paesi sul tuo smartphone? WhatsApp WhatsApp | Telegram Telegram

(Adnkronos) – "La cannabis fa bene al cuore". È il riassunto di un nuovo studio pubblicato dal Journal of American College of Cardiology, che mostra come gli adulti che fumano regolarmente marijuana abbiano meno battiti cardiaci ectopici, ovvero contrazioni cardiache anticipate rispetto al normale ritmo del cuore, nei giorni in cui la inalano rispetto ai giorni in cui si astengono. Secondo lo studio, inoltre, non c'è nessuna differenza significativa nelle contrazioni ventricolari premature, nell'attività fisica, nella durata del sonno o nel glucosio medio con l'uso di cannabis. Studi osservazionali precedenti avevano prodotto invece risultati contrastanti riguardo all'uso di cannabis e ai suoi effetti cardiovascolari, con i ricercatori che hanno comunque avvertito come questo studio non infdichi una sicurezza assoluta per la salute in relazione alla cannabis. Tuttavia, secondo Gregory Marcus, responsabile dello studio e professore ordinario di ricerca sulla fibrillazione atriale presso l'Università della California, San Francisco, i risultati dovrebbero stimolare ulteriori ricerche in questo campo: "Le correlazioni tra l'assegnazione casuale e la variabilità della frequenza cardiaca sono risultate significative e coerenti, fornendo probabilmente una solida base di evidenza", ha affermato Marcus.  Lo studio ha coinvolto adulti che fumavano cannabis regolarmente e non avevano precedenti di aritmie cardiache, con i ricercatori che hanno portato i partecipanti a inalare o astenersi dall'uso di marijuana quotidianamente per 14 giorni. L'aderenza al trattamento è stata valutata tramite la pressione, con indicazione oraria, del pulsante del cerotto Zio al momento dell'assunzione di cannabis, questionari giornalieri e spettrometria di massa salivare. L'ectopia cardiaca giornaliera, definita come la presenza quotidiana di contrazioni atriali e ventricolari premature, è stata utilizzata come principale parametro di valutazione. I ricercatori hanno quindi assegnato 108 partecipanti (età media 32 anni; 59% donne, 37% bianchi non ispanici) a 713 giorni di inalazione di cannabis e 616 giorni di astinenza, notando un'aderenza all'assegnazione. I dati hanno mostrato che la cannabis inalata ha portato a una riduzione del 9% delle extrasistoli, i battiti cardiaci anticipati rispetto al ritmo normale del cuore, e che anche la frequenza delle contrazioni atriali premature giornaliere è diminuita, mentre le contrazioni ventricolari premature non hanno subito variazioni significative. Inoltre, ogni inalazione di cannabis ha prodotto una riduzione del 2% dei battiti ectopici, mentre il numero di passi, la durata del sonno e i livelli di glucosio non differivano significativamente tra i gruppi a seconda dell'utilizzo o meno della cannabis. I ricercatori hanno comunque evidenziato diverse limitazioni, tra cui l'eterogeneità dei prodotti a base di cannabis, i possibili effetti da astinenza e la popolazione relativamente giovane con frequenze generalmente basse di ectopia. Per Quinn R. Pack, professore associato presso la UMass Chan Medical School — Baystate Cardiology di Springfield, Massachusetts, i risultati hanno però un impatto pratico immediato minimo e dovrebbero soprattutto stimolare interrogativi per la ricerca futura: "Sconsiglio vivamente a qualsiasi medico di pensare che questo studio costituisca una base di prove affidabile per un effetto terapeutico della cannabis nei pazienti con extrasistoli atriali", ha affermato, "l'entità degli effetti era ridotta e sembra improbabile che abbia una rilevanza clinica. La popolazione studiata era giovane e l'incidenza dell'ectopia atriale era minima rispetto ai pazienti che vediamo di solito in ambulatorio". Marcus ha inoltre espresso cautela, aggiungendo di essere riluttante a trarre conclusioni definitive che potrebbero essere immediatamente applicate nella pratica clinica: "Chi fa uso di cannabis dovrebbe essere consapevole che sembrano esserci effetti significativi sul sistema cardiovascolare", ha spiegato, "e almeno tra i consumatori abituali di cannabis, non sembrano esserci differenze identificabili relative al sonno, all'attività fisica o alla glicemia. Se effettivamente esistano componenti della cannabis che contribuiscono realmente a sopprimere le aritmie, sono necessari ulteriori studi".  Quindi, in sostanza, la cannabis fa bene al corpo oppure no? Sebbene la ricerca possa eventualmente dimostrare che il tetraidrocannabinolo, ovvero il principale principio attivo psicoattivo della pianta di Cannabis sativa, ha effetti terapeutici e un ruolo nella medicina clinica, Pack ha osservato che i dati relativi al consumo di marijuana tramite combustione mostrano forti segnali di danno. Di conseguenza, ha affermato, "i potenziali, seppur modesti, benefici teorici derivanti dall'uso di marijuana fumata sono, a mio parere, di gran lunga superati dai ben documentati effetti cardiovascolari negativi della marijuana fumata su eventi cardiaci avversi, di portata anche maggiore".  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

image_print
WhatsApp Logo

📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!

Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.

👉 Clicca qui per iscriverti al canale

Telegram Logo

📢 Seguici anche su Telegram!

Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.

👉 Clicca qui per iscriverti su Telegram

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili. Puoi trovare maggiorni informazioni sul nostro trattamento dei dati personali nella nostra Privacy Policy