Bergamo, giovedì 3 settembre 2026 – L’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stato designato come l’unico centro provinciale di riferimento per la chirurgia aortica all’interno della rete regionale lombarda. La nuova organizzazione, approvata da Regione Lombardia, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027 e posiziona la struttura nel Gruppo A, autorizzato a trattare l’intera patologia aortica, comprese le forme più complesse. Nel 2025, il Papa Giovanni XXIII ha eseguito ben 85 interventi, quasi il triplo della soglia minima regionale di 30.
La decisione di Regione Lombardia si fonda su rigidi criteri di competenze cliniche, tecnologie all’avanguardia, volumi di attività e positivi esiti delle cure. L’obiettivo è garantire a ogni paziente l’accesso alla struttura più idonea per la complessità della propria patologia. L’ospedale bergamasco supera ampiamente questo requisito, con una media di 84 interventi all’anno nel triennio 2023-2025 (81 nel 2023, 85 nel 2024 e 85 nel 2025).
La centralizzazione della chirurgia aortica in centri con maggiore esperienza mira a innalzare gli standard di qualità e sicurezza. La nuova Rete prevede che tali strutture garantiscano competenze specialistiche integrate, terapia intensiva e percorsi multidisciplinari, fondamentali per la gestione di eventuali complicanze. La multidisciplinarietà è infatti un pilastro del modello, richiedendo il coordinamento tra Chirurgia Vascolare, Cardiochirurgia, Cardiologia, Radiologia, Anestesia e Rianimazione, Terapia Intensiva e altre specialità. I centri di Gruppo A sono gli unici a poter gestire la patologia dell’aorta toracica, addominale e toraco-addominale.
«La nuova Rete regionale riconosce l’importanza di concentrare la patologia aortica dalla più semplice alla più complessa nei Centri che hanno volumi, competenze e organizzazione adeguati», ha sottolineato Stefano Pirrelli, Direttore della Chirurgia Vascolare dell’ASST Papa Giovanni XXIII. Ha aggiunto che «È un modello che mette al centro il paziente: la persona deve essere indirizzata rapidamente verso il centro più appropriato e trovare tutte le competenze necessarie per affrontare anche le condizioni più complesse. La possibilità di lavorare in stretta integrazione con la Cardiochirurgia e con le altre specialità è fondamentale per garantire qualità e sicurezza delle cure».
Pirrelli ha avuto un ruolo attivo nella riorganizzazione della Rete regionale, partecipando al tavolo tecnico di Chirurgia vascolare della DG Welfare. L’Ospedale di Bergamo sarà inoltre un punto di riferimento cruciale per le emergenze aortiche, per le quali la tempestività è vitale. Dovrà garantire, in raccordo con AREU, un’équipe chirurgica vascolare H24, diagnostica radiologica urgente, sala operatoria o sala ibrida, supporto anestesiologico-rianimatorio e la capacità di attivare un team multidisciplinare cardiovascolare.
Per la provincia di Bergamo, questa nuova configurazione rafforza il ruolo del Papa Giovanni XXIII per tutte le patologie aortiche acute e croniche, comprese quelle ad alta complessità. Le altre strutture di Chirurgia Vascolare sul territorio manterranno il loro ruolo per la diagnosi, il trattamento e il follow-up delle patologie vascolari non aortiche.
«L’identificazione del Papa Giovanni XXIII tra i centri di riferimento regionale per l’intera patologia aortica conferma la valenza del nostro Ospedale come nodo della rete regionale», ha commentato Francesco Locati, Direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII. Ha evidenziato come tale ruolo nasca «dall’expertise dei nostri specialisti e dalla possibilità di integrare, all’interno di un unico grande ospedale, tutte le specialità medico-chirurgiche necessarie per affrontare le condizioni più complesse».
Aggiunge Alessandro Amorosi, Direttore sanitario dell’ASST Papa Giovanni XXIII: «La nuova Rete regionale della Chirurgia Vascolare punta a rendere più omogenea, sicura ed efficace l’assistenza in Lombardia e nel nostro territorio, rafforzando il collegamento tra strutture e professionisti e integrandosi con le altre reti dell’area cardio-cerebro-vascolare».
Regione Lombardia ha precisato che la riorganizzazione non mira a ridurre i servizi, bensì a ottimizzare le competenze, valorizzando le eccellenze e indirizzando ogni paziente verso la cura più adeguata.
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