(Adnkronos) – Piccole coltivazioni, poco consumo di acqua e cicli molto brevi: le microverdure sono tra le soluzioni studiate da Enea per produrre alimenti freschi anche in ambienti estremi. “Ci siamo focalizzati sulle microverdure, che vengono raccolte a 7-15 giorni dalla semina”, spiega Luca Nardi, ricercatore del Laboratorio Agricoltura 4.0 di Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Il sistema consente, secondo i dati forniti dal ricercatore, di ottenere circa 1,5-2 chilogrammi di microverdure per metro quadrato, con consumi d’acqua contenuti. “Queste piante hanno una concentrazione di fitonutrienti da 4 a 40 volte superiore rispetto alle piante allo stadio adulto”, sottolinea Nardi. Una tecnologia già sperimentata anche alla base Concordia in Antartide e che può trovare applicazioni “dalle scuole alle applicazioni spaziali, ma anche all’interno delle nostre città e delle nostre case”.
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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