Zogno, lunedì 28 settembre 2026 – Il Partito Democratico Bergamasco ha riacceso i riflettori sulle sfide delle comunità montane con il secondo appuntamento degli “Stati Generali delle Orobie”, tenutosi sabato 26 settembre presso la Green House di via Locatelli 111 a Zogno. L’evento ha riunito ospiti e rappresentanti politici per dibattere su crisi demografica, cambiamenti climatici e nuove soluzioni per la mobilità, con l’obiettivo prioritario di riportare le valli al centro dell’agenda politica e superare l’idea di aree periferiche.
L’iniziativa, inaugurata lo scorso anno a Clusone, mira ad analizzare e proporre soluzioni concrete ai problemi che affliggono i territori montani della provincia di Bergamo. Tre i macro-argomenti all’ordine del giorno in questa edizione:
- Crisi demografica e servizi adeguati
- Cambiamento climatico e modelli di sviluppo
- Idee per una mobilità che fa vivere i territori
Il segretario provinciale del PD, Gabriele Giudici, ha sottolineato l’importanza di un cambio di rotta. «Le valli sono il nostro patrimonio più prezioso: un territorio in continuo cambiamento, che merita una politica attenta, concreta e vicina, capace di restituire alla cittadinanza un ruolo da protagonista», ha dichiarato a margine dell’incontro. Giudici ha criticato la visione che relega le montagne a mere “aree interne”, ribadendo la necessità di considerarle «un organismo vivo e autonomo», con logiche da interpretare a livello sistemico, senza dimenticare la mobilità interna e le specificità dei servizi sanitari montani.
Durante i lavori, ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle risorse. Il consigliere regionale Jacopo Scandella ha posto l’accento sulla questione strategica dell’idroelettrico: «Alle tante buone idee che abbiamo sviluppato oggi per i servizi alla persona, la mobilità e di fondo l’equità territoriale, bisogna accompagnare una fonte di finanziamento stabile dedicata alla montagna e questa è l’idroelettrico. Una politica che non affronta la questione del rinnovo delle concessioni è una politica che non fa il suo dovere per difendere e rilanciare la montagna».
Presente al convegno anche il consigliere regionale PD Davide Casati, che ha illustrato il Progetto di Legge n. 186 di sua ideazione, dedicato alle cooperative di comunità. Casati ha evidenziato come queste rappresentino «motore e strumento di sviluppo, rigenerazione e coesione sociale, soprattutto in contesti territoriali fragili segnati da spopolamento, marginalità economica e riduzione dei servizi pubblici, come le aree interne e montane». L’obiettivo del progetto di legge è riconoscere e consolidare un modello basato sulla partecipazione delle comunità locali e la valorizzazione delle risorse.
La vicesegretaria provinciale PD, Alessandra Bertolotti, ha rincarato la dose, denunciando un «voluto immobilismo» da parte di chi, a suo dire, non interviene su mobilità, servizi e sanità. Ha criticato la posizione del Governo Meloni, che avrebbe messo nero su bianco un «accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile», e i trent’anni di gestione della Regione Lombardia da parte delle stesse forze politiche. Bertolotti ha concluso con una visione chiara: «Noi semplicemente non ci stiamo: le nostre valli meritano di essere vissute, e le persone che ci nascono hanno il diritto di scegliere di rimanere, chi abita a valle ha il diritto di scegliere di trasferirvisi, e chi vuole fare impresa ha diritto di essere supportato. Questa è la nostra visione. Serve cucire vestiti su misura: abbiamo le idee, la voglia, la competenza e la determinazione per farlo».
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