(Adnkronos) – Il Parco archeologico del Colosseo continua a svelare le sue meraviglie. Apre, infatti, la Casa dei Grifi, una delle domus più antiche del Palatino. Ambienti, rinvenuti dall'archeologo Giacomo Boni agli inizi del XX secolo, noti in particolare per il ciclo pittorico e musivo che ancora si conservano perfettamente, che ora potranno essere ammirati con visite in diretta real time, grazie a un sistema innovativo studiato ad hoc per risolvere i problemi legati all'accessibilità del sito che può essere raggiunto solo attraverso una scala ripida e disagevole. Un luogo 'riscoperto' che, peraltro, presenta spazi ristretti e che conserva delle meraviglie molto fragili. All'insegna del binomio fruizione-conservazione, la Casa dei Grifi aprirà dunque al pubblico dal 3 marzo, ogni martedì con visite su prenotazione con due orari: alle 14 in italiano e alle 15 in inglese. Il sistema di visita 'inedito' è ideato da Federica Rinaldi con la supervisione tecnica di Stefano Borghini, grazie alla sponsorizzazione di Comoli Ferrari. Il restauro e il consolidamento, invece, hanno previsto un intervento integrato comprensivo di rilievi fotogrammetrici 3D e restauri delle superfici pittoriche. La casa dei Grifi, ha sottolineato il direttore del Parco archeologico del Colosseo Simone Quilici, è una "bellissima casa di epoca repubblicana con affreschi colorati magnifici, decorazioni geometriche a cubi e anche finte specchiature che imitano l'alabastro. Un luogo veramente strepitoso che era sempre stato chiuso al pubblico. L'apriamo – ha continuato – con l'uso delle tecnologie che ci consentono da un lato di conservare il monumento e dall'altro di valorizzarlo. Queste tecnologie sono legate a un sistema multimediale: una guida fisicamente scende all'interno della casa e, con una telecamera e un microfono, racconta l'esperienza della sua visita all'interno a un pubblico che, al piano terra, può godere e beneficiare di queste bellissime immagini e del commento in presa diretta". L'intervento realizzato nella Casa dei Grifi si inserisce "all'interno di una più ampia strategia del Parco d'Archeologico del Colosseo che ha deciso di destinare le risorse del Pnrr, in particolare il progetto Caput Mundi, soprattutto al Palatino per cercare di riequilibrare i flussi turistici". Il programma Caput Mundi Pnrr si basa su "dieci interventi che all'epoca il Parco archeologico del Colosseo aveva selezionato proprio per valorizzare il Palatino e per aprire al pubblico dei luoghi segreti e nascosti, dei veri gioielli", ha sottolineato Alfonsina Russo, capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e già direttore del Parco archeologico del Colosseo. Luoghi come "la Scuola Preconum che abbiamo già inaugurato lo scorso anno, i sotterranei di Sant'Anastasia, le stanze segrete della Domus Tiberiana di cui dovremmo aprire altri ambienti e le case repubblicane del versante occidentale del Palatino. Luoghi preziosi e molto particolari".
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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