Truffe online, rincari energia e crescente povertà: è questo il quadro che emerge dal bilancio 2025 di ADICONSUM Bergamo, che fotografa una situazione sempre più critica per le famiglie del territorio.
Nel corso del 2025, l’attività degli uffici bergamaschi di ADICONSUM si è concentrata soprattutto su alcuni settori chiave: servizi postali e telecomunicazioni (21,34%), servizi finanziari e bancari (20,50%) ed energia elettrica, gas e acqua (18,15%). A seguire sanità, beni di consumo e altri servizi, a conferma di un contesto sempre più complesso per i consumatori.
Tra le principali problematiche segnalate dai cittadini emergono le truffe online, i ricorsi legati a buoni fruttiferi e fondi dormienti, oltre all’assistenza nei casi di fallimenti come quello di FWU. Numerose anche le richieste di supporto per recesso dai contratti, contestazioni per pratiche commerciali scorrette e disservizi nella telefonia.
Ma il dato più preoccupante riguarda l’aumento delle difficoltà economiche. “Il campo d’azione dei consulenti ADICONSUM rispecchia una situazione di crescente disagio economico – spiega Mina Busi – con sempre più famiglie alle prese con il problema del sovraindebitamento”. L’inflazione al 3,8% e una crescita del PIL ferma allo 0,4% aggravano ulteriormente il quadro.
Molti nuclei familiari, a causa della perdita del lavoro o della riduzione dei redditi, non riescono più a sostenere le spese quotidiane. In questo contesto si inserisce anche il fenomeno della ludopatia, sempre più diffuso e trasversale, con una maggiore incidenza tra uomini tra i 40 e i 64 anni. Spesso si parte da un gioco occasionale che si trasforma in una vera dipendenza, aggravando situazioni già fragili.
Nel 2025, ADICONSUM Bergamo ha operato con 15 collaboratori e 20 recapiti settimanali, raggiungendo quasi 10mila persone tra contatti diretti e telefonici. Le pratiche gestite sono state migliaia, con circa 3000 ancora in corso.
Le prospettive per il 2026 non sono più rosee. La situazione geopolitica internazionale continuerà a pesare sui costi della vita. “Solo per gas ed elettricità, in Lombardia si registreranno aumenti per 3,4 miliardi – sottolinea Busi – e il nuovo decreto bollette non appare sufficiente per sostenere le famiglie”.
Un quadro che conferma come, anche a Bergamo, il tema del caro vita e della tutela dei consumatori sia sempre più centrale, con ricadute concrete sulla quotidianità delle persone e delle famiglie.
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