Bergamo, giovani imprenditori puntano su digitale e AI: il 62% pronto a investire nel 2026

Bergamo, giovani imprenditori puntano su digitale e AI: il 62% pronto a investire nel 2026

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Innovazione, tecnologia e nuove strategie di mercato al centro dei piani dei giovani imprenditori bergamaschi. Secondo una ricerca di Confcommercio Lombardia, il 62% degli under 40 del terziario di mercato della provincia di Bergamo prevede di effettuare investimenti nel corso del 2026.

Le priorità sono chiare: digitalizzazione, intelligenza artificiale e marketing, affiancati da interventi di ristrutturazione e rinnovamento delle attività. Una strategia orientata a modernizzare le imprese, rafforzarne il posizionamento e renderle più competitive.

Occupazione in stand-by

Più prudente invece il fronte occupazionale: il 52% degli imprenditori non prevede nuove assunzioni, mentre solo il 33% ha in programma di inserire nuovo personale e un ulteriore 15% resta in attesa.

Un dato che evidenzia un cambio di paradigma: gli investimenti si concentrano sull’aumento della produttività piuttosto che sull’ampliamento degli organici.

Burocrazia e competenze frenano la crescita

Tra le principali criticità segnalate emergono due fattori: l’eccessiva burocrazia e la difficoltà nel reperire personale qualificato, soprattutto con competenze digitali.

«L’alta percentuale di imprenditori che investono è un segnale positivo, soprattutto in un contesto economico complesso – spiega Cristina Pontiggia –. Tuttavia burocrazia e carenza di competenze restano ostacoli importanti allo sviluppo».

Un nuovo modello di impresa

Secondo Oscar Fusini, il terziario sta vivendo una trasformazione profonda: «In passato la crescita era legata all’aumento dei dipendenti. Oggi digitalizzazione, e-commerce e intelligenza artificiale stanno cambiando il modello, puntando sull’aumento della produttività e del valore aggiunto».

Le richieste al sistema

Tra le priorità indicate dagli imprenditori: più incentivi agli investimenti, semplificazione burocratica e maggiore disponibilità di personale qualificato.

Il cosiddetto “mismatch” tra domanda e offerta di lavoro resta infatti uno dei principali problemi: le imprese cercano competenze tecnologiche avanzate, ma faticano a trovarle.

L’impresa del futuro

Accanto agli aspetti economici, emerge anche un cambiamento culturale: i giovani imprenditori pongono grande attenzione al benessere personale e all’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Un segnale che indica come l’impresa del futuro dovrà essere non solo innovativa, ma anche capace di offrire ambienti di lavoro più flessibili e attenti alle persone, per attrarre e trattenere talenti in un mercato sempre più competitivo.

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