Un salto tecnologico che segna una nuova frontiera nella diagnostica. All’Ospedale Papa Giovanni XXIII sono state presentate due importanti innovazioni destinate a trasformare la medicina di laboratorio: un sistema avanzato di Digital Pathology con Intelligenza Artificiale e una piattaforma robotizzata di automazione totale per le analisi cliniche.
L’obiettivo è chiaro: migliorare l’accuratezza delle diagnosi, ridurre i tempi di risposta e rendere sempre più personalizzate le cure, in particolare in ambito oncologico.
Intelligenza artificiale al servizio dell’oncologia
Il Laboratorio di Anatomia Patologica si dota di un sistema di digital pathology che consente di trasformare i vetrini istologici in immagini digitali ad altissima risoluzione. Grazie all’integrazione con algoritmi di deep learning, i patologi potranno individuare con maggiore precisione anomalie cellulari e biomarcatori tumorali fondamentali per le terapie mirate.
«Si tratta di un cambiamento strutturale nel modo di fare diagnostica oncologica», ha spiegato Andrea Gianatti. «Questa tecnologia migliora la qualità delle diagnosi, riduce il rischio di errore e accelera i tempi di refertazione».
Un sistema che rappresenta una delle forme più evolute di oncologia di precisione, come sottolineato anche da Alberto Zambelli: «L’identificazione accurata dei biomarcatori consente di offrire cure sempre più mirate e tempestive».
L’acquisizione è resa possibile anche grazie alla raccolta fondi dell’iniziativa “Un calcio al tumore”, che ha coinvolto l’Accademia della Guardia di Finanza, l’Accademia dello Sport per la Solidarietà e la Fondazione Mediolanum, raccogliendo circa 70 mila euro.
Automazione totale per il laboratorio clinico
La seconda innovazione riguarda il Laboratorio di Patologia Clinica, che si dota di un sistema di Total Laboratory Automation tra i più avanzati in Europa.
Un’infrastruttura lunga 45 metri, operativa 24 ore su 24, capace di processare fino a 4.000 provette al giorno. Il sistema automatizza l’intero flusso di lavoro, migliorando sicurezza, efficienza e tempi di risposta.
Elemento distintivo è il sistema di trasporto monoprovetta ad aria compressa – primo in Lombardia – che consente di ridurre del 25% i tempi di analisi, passando da circa 56 a 42 minuti, con benefici immediati soprattutto per i pazienti del Pronto Soccorso.
«Ridurre i tempi significa garantire interventi più rapidi, soprattutto nelle situazioni di emergenza», ha spiegato Roberto Marozzi.
Innovazione, collaborazione e futuro
Soddisfazione anche da parte del direttore generale Francesco Locati, che ha sottolineato come questi investimenti rappresentino il risultato di una collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini.
Alla presentazione erano presenti anche gli assessori regionali Guido Bertolaso e Claudia Maria Terzi, che hanno evidenziato il ruolo della Lombardia come punto di riferimento nell’innovazione sanitaria.
«Non stiamo solo acquistando tecnologie – ha dichiarato Bertolaso – ma stiamo offrendo tempo e speranza ai pazienti».
Un modello per la sanità del futuro
Le nuove tecnologie rafforzano il ruolo dell’ospedale bergamasco come hub di eccellenza, confermando come l’integrazione tra medicina, innovazione e ricerca sia la chiave per affrontare le sfide della sanità moderna.
Un investimento che guarda al futuro, mettendo al centro la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti.
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