Non si placano le polemiche sul cappello alpino in vista della prossima Adunata Nazionale. Dopo i commenti, anche duri, circolati nei giorni scorsi, interviene ufficialmente l’Associazione Nazionale Alpini con una lettera del presidente Sebastiano Favero, che chiarisce chi ha diritto a indossarlo e perché.
Il cappello alpino non è una concessione dell’ANA
Il punto centrale è chiaro: il cappello alpino non è assegnato dall’ANA, ma dalle Forze Armate.
Come spiegato nella lettera, viene consegnato già all’ingresso in un reparto alpino, prima ancora del giuramento. Anche chi ha poi proseguito la carriera in altri corpi, come Carabinieri o Forestali, mantiene il diritto di utilizzarlo, secondo quanto previsto dal regolamento dello Stato Maggiore della Difesa.
Mini Naja e volontari: cosa cambia
Negli ultimi giorni le discussioni si sono concentrate anche sui volontari, in particolare quelli coinvolti nei progetti come la “Mini Naja” o nelle attività legate ai Giochi Olimpici Milano-Cortina.
Favero chiarisce che anche questi partecipanti, avendo svolto un periodo di formazione presso il Centro Addestramento Alpino, hanno ricevuto legittimamente il cappello alpino e possono indossarlo. Tuttavia, questo non significa automaticamente diventare soci ANA.
Per essere Alpino ANA servono almeno 60 giorni
Lo statuto dell’associazione è preciso: per essere soci Alpini è necessario aver prestato almeno 60 giorni di servizio nelle Truppe Alpine.
Chi non raggiunge questa soglia può entrare nell’associazione come “Aggregato” o “Amico”, ma non come Alpino effettivo.
La lettera integrale del presidente
“Cappello alpino”
Interveniamo e qui è grande lo stupore, visti i tanti, anche violenti, commenti sull’argomento comprese le proposte di boicottare la nostra, unica e magnifica Adunata Nazionale.
Chi ha fatto il militare (pare che molti l’abbiano dimenticato), ha ricevuto il Cappello subito assieme al vestiario, all’arrivo in un Reparto alpino, prima del giuramento.
Chi è transitato poi in altre componenti, es. Forestali, Carabinieri si è portato via il Cappello Alpino e del pari chi è stato, per vari motivi, congedato prima del giuramento o prima dei 60 giorni. Ha ricevuto il Cappello e ha il pieno diritto d’usarlo secondo le regole stabilite dallo Stato Maggiore della Difesa (SMD-G-010 Regolamento per la Disciplina delle Uniformi).
Il Cappello Alpino l’hanno già ricevuto i volontari partecipanti a “Vivi le Forze Armate. Militare per 3 settimane”, detta anche Mini Naja, e lo possono usare.
Avere il Cappello Alpino legittimamente ottenuto poiché appartenenti o sottoposti ad un Comando Alpino, NON equivale al diritto d’essere Soci Alpini dell’ANA come prevede il requisito dei 60 giorni (art. 4 Statuto); pertanto chi non ha raggiunto tale soglia temporale, es. i citati volontari della Mini Naja, può solo essere associato quale Aggregato o Amico.
Chi ha ricevuto il Cappello Alpino a Verona il 18 aprile 2026, nella cerimonia di ringraziamento ai Volontari per i Giochi Olimpici Milano-Cortina, l’ha ottenuto per avere fatto il corso nel Centro Addestramento Alpino (già Scuola Militare Alpina), facente parte delle Truppe Alpine.
Il Cappello Alpino non è una discrezione dell’ANA.
Il Centro Addestramento Alpino ha provveduto alla fornitura e sostanziale consegna del Cappello e ha rilasciato il relativo attestato a firma del Comandante Gen. B. Alessio Cavicchioli, certificante sia la formazione sia i giorni di inquadramento. Situazione, ripetiamo, identica a quelli della Mini Naja.
Si è trattato del primo riuscito esempio di impiego di Volontari della Difesa, nell’ottica della costituenda Riserva Logistica delle Forze Armate.
L’ANA, pur esprimendo enorme riconoscenza, NON può consegnare il Cappello Alpino a meritevolissimi volontari Aggregati/Amici e neppure a quelli che hanno dedicato la loro attività a servizio della popolazione e dell’ANA in fatti emergenziali quali alluvioni, terremoti e nella ricostruzione dei luoghi devastati e tanti, tantissimi, lo meriterebbero decisamente.
Ma il Cappello Alpino NON è di competenza dell’ANA e Socio Alpino ANA lo può diventare solo chi ha espletato almeno i 60 giorni previsti dallo Statuto.
Stupiscono e fanno male all’ANA le tante, anche decisamente astruse, polemiche e ci scusiamo con i tantissimi Aggregati/Amici che avranno pensato d’essere considerati quali negletti o figliastri. A loro le scuse dell’ANA.Sebastiano Favero
Presidente nazionale dell’Associazione
“Polemiche che fanno male”
Il presidente Favero definisce le critiche “astruse” e sottolinea il dispiacere dell’associazione per il clima che si è creato.
Allo stesso tempo, ribadisce il rispetto e la riconoscenza verso tutti i volontari, anche quelli che non possono essere considerati Alpini secondo lo statuto.
Un chiarimento in vista dell’Adunata
La presa di posizione arriva in un momento delicato, a ridosso dell’Adunata Nazionale, con l’obiettivo di fare chiarezza e preservare il valore simbolico del cappello alpino, evitando interpretazioni errate e divisioni all’interno della comunità.
Foto ed articolo C.S. ANA
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