Un 24enne residente nella provincia di Brescia è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Caravaggio (BG) nella serata del 15 settembre. L’uomo, identificato come D.M., è accusato di aver violato il divieto di avvicinamento imposto nei confronti della sua ex fidanzata, continuando a presidiare il comune di residenza della donna nonostante il provvedimento cautelare.
La vicenda ha avuto inizio a luglio 2026. Una giovane donna ha denunciato l’ex partner per atti persecutori presso i Carabinieri di Caravaggio. Con la fine della loro relazione sentimentale, il 24enne aveva messo in atto continue pressioni psicologiche e appostamenti sistematici. Questi si verificavano nei pressi dell’abitazione della vittima e dei luoghi da lei abitualmente frequentati.
Questo comportamento ha causato alla donna un grave e perdurante stato di ansia. Le ha provocato una fondata paura per la propria incolumità. È stata costretta a modificare le proprie abitudini di vita.
A seguito delle indagini condotte dai Carabinieri, l’8 settembre 2026 l’Autorità Giudiziaria aveva emesso nei confronti dell’uomo una misura cautelare. Si trattava del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Nonostante il provvedimento, il giovane ha continuato a presidiare il comune di residenza della donna. Ciò è emerso dalle segnalazioni della vittima e dai riscontri investigativi dei Carabinieri.
Nella serata del 15 settembre, i Carabinieri hanno intercettato l’uomo. Si trovava a bordo della propria auto mentre transitava nelle immediate vicinanze dell’abitazione dell’ex compagna. Questa era una palese violazione delle prescrizioni imposte.
Per tali ragioni, il 24enne è stato tratto in arresto in flagranza di reato. È stato condotto presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Treviglio. Nella mattinata del 16 settembre, a seguito della direttissima presso il Tribunale di Bergamo, l’arrestato è stato sottoposto alla misura cautelare già in vigore.
Il fascicolo versa nella fase delle indagini preliminari. Si segnala che nei confronti dell’indagato sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.
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