Un’ottima notizia giunge oggi , lunedì 6 luglio 2026, dagli ospedali di Sondrio e Chiavenna , gestiti dall’ASST Valtellina e Alto Lario . Gli interventi di chirurgia della mano sono più che raddoppiati nel 2025, con quasi 250 eseguiti nel primo semestre del 2026 e 100 pazienti già programmati. Questo aumento ha portato a una drastica diminuzione delle liste d’attesa per patologie come il tunnel carpale , il dito a scatto e le cisti tendinee . Risultati significativi sono stati ottenuti anche per la protesica di anca, ginocchio e spalla, con tempi d’attesa notevolmente ridotti. L’équipe di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Sondrio, diretta da Fabio Di Giovanni , opera con successo anche all’Ospedale di Chiavenna. Qui Matteo Broggi è responsabile dell’Unità semplice. Insieme a loro, gli specialisti Matteo Bonalumi , Norma Colzani , Yuri Gazzoli , Chiara Martocchi , Daniele Bonini e, per Chiavenna, Domenico Ligari , garantiscono un servizio cruciale per la popolazione. Lo scorso anno sono stati eseguiti circa 400 interventi chirurgici sulla mano, un numero in costante crescita. La sindrome del tunnel carpale e il dito a scatto , patologie sempre più diffuse e spesso legate agli stili di vita, trovano una soluzione efficace. Grazie a interventi chirurgici eseguiti in anestesia locale, i pazienti risolvono i loro problemi. Negli ospedali di Chiavenna e Sondrio si eseguono interventi a bassa intensità. Nel presidio di Sondrio si affrontano anche i casi più complessi, spesso in pazienti anziani con patologie invalidanti, che richiedono un monitoraggio più approfondito. Il dottor Broggi spiega l’importanza di intervenire per risolvere il tunnel carpale . “A soffrire sono sia le persone che svolgono lavori manuali sia chi utilizza con frequenza il computer, tablet e smartphone”, dice il dottore. “Al dolore sono associate difficoltà a muovere le dita che limitano il paziente nelle attività quotidiane, per questo è opportuno porvi rimedio”. L’intervento chirurgico, che non presenta rischi, si rende necessario quando i trattamenti conservativi, come tutori, fisioterapia e infiltrazioni, non sono più sufficienti. La ripresa della piena funzionalità dell’arto è garantita generalmente in tempi molto brevi, più lunghi nei casi gravi trascurati. La patologia viene diagnosticata dal medico specialista. L’intervento è preceduto da una elettromiografia. Questo esame valuta la funzionalità di nervi e muscoli ed è effettuato in sede di prericovero all’Ospedale di Sondrio , insieme ai controlli previsti. Risultati altrettanto importanti sono stati ottenuti dall’Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Sondrio anche per la protesica . Gli interventi di protesi totale d’anca , protesi totale di ginocchio e protesi di spalla ora hanno tempi d’attesa ridotti a due o tre mesi dalla prima visita ortopedica. L’impegno dell’équipe del direttore Di Giovanni è stato fondamentale. Nonostante l’elevato numero di interventi in urgenza, a seguito di traumi maggiori, e la persistente carenza di medici ortopedici, negli ultimi due anni si è riusciti ad abbattere le lunghe liste d’attesa che si erano formate durante la pandemia. Questo garantisce tempi certi ai pazienti nella Valtellina e Alto Lario .
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