Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, su disposizione della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia, ha eseguito la confisca di somme di denaro per un ammontare complessivo di circa 400.000 euro nei confronti di un soggetto bresciano. Le somme risultavano giacenti su conti correnti detenuti in Croazia.
Il provvedimento ablatorio è scaturito da un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia, che ha consentito di individuare e smantellare un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i profitti illeciti venivano successivamente riciclati all’estero attraverso trasferimenti di denaro e depositi bancari sui conti correnti croati, intestati a meri “prestanome”.
Condanna e confisca definitiva
I successivi sviluppi processuali, alla luce degli elementi probatori raccolti, hanno portato – tra l’altro – a una sentenza di condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione nei confronti del soggetto bresciano, nonché all’emissione del provvedimento di ablazione definitiva.
La confisca ha riguardato le somme costituenti profitto dei reati di:
- associazione per delinquere;
- emissione di fatture per operazioni inesistenti;
- indebita compensazione di crediti d’imposta;
- autoriciclaggio.
Oltre 16 milioni di euro recuperati dal 2021
L’applicazione della misura patrimoniale si inserisce nell’ambito delle iniziative avviate dall’Autorità Giudiziaria bresciana e dal Comando Provinciale di Brescia per rendere più efficace e tempestiva l’esecuzione delle cosiddette confische in executivis.
Le sinergie attivate hanno consentito, dal giugno 2021 a oggi, di acquisire patrimoni illecitamente accumulati per oltre 16 milioni di euro, di cui circa 14 milioni in denaro contante e la restante parte in beni immobili, quote societarie e beni mobili.
Cooperazione internazionale decisiva
L’operazione evidenzia la particolare efficacia e trasversalità dell’azione investigativa, che – anche grazie all’attivazione dei canali di cooperazione internazionale – si è rivelata decisiva nel contrasto ai più gravi illeciti fiscali, soprattutto quando questi estendono i propri effetti oltre i confini nazionali.
Un risultato che conferma l’attenzione costante delle autorità nel colpire non solo i responsabili dei reati, ma anche i patrimoni accumulati illecitamente.
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