Importante novità oggi a Bergamo nella lotta al diabete di tipo 1: all’ASST Papa Giovanni XXIII è stato somministrato per la prima volta su un adulto il farmaco Teplizumab, in grado di ritardare l’insorgenza della malattia. Si tratta di uno dei primi casi in Italia.
La terapia è stata effettuata su una donna di 34 anni ad alto rischio, in una fase di prediabete (stadio 2), con l’obiettivo di posticipare l’esordio clinico della patologia.
Infusione per 14 giorni: paziente dimessa in buone condizioni
Il trattamento ha previsto un’infusione endovenosa di Teplizumab per 14 giorni, con monitoraggio clinico quotidiano. La terapia è stata ben tollerata, con solo lievi effetti collaterali già noti.
Dopo il periodo di osservazione, la paziente è stata dimessa in buone condizioni e continuerà i controlli nei prossimi mesi per valutare l’efficacia del farmaco.
Un farmaco che può ritardare il diabete fino a due anni
Teplizumab è un anticorpo monoclonale che agisce sul sistema immunitario, riducendo l’attacco alle cellule del pancreas che producono insulina. Studi internazionali hanno dimostrato che può ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 1 in media di circa due anni.
Il farmaco è stato approvato negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration nel 2022 e autorizzato in Europa dall’European Medicines Agency a inizio 2026 per adulti e bambini sopra gli 8 anni.
Bergamo tra i primi centri in Italia
Il trattamento è stato autorizzato dal Comitato etico e dalla direzione sanitaria dell’ospedale ed è stato eseguito sotto la supervisione del diabetologo Nicolò Borella, con il supporto dell’équipe di Medicina interna guidata da Roberta Caldara.
L’attività rientra nel percorso di innovazione dell’unità di diabetologia diretta dal professor Roberto Trevisan, da anni impegnata nello sviluppo di nuove terapie.
“Questo trattamento rappresenta un passo avanti verso una diabetologia sempre più orientata alla prevenzione”, ha spiegato Trevisan.
Prospettive importanti anche per bambini e giovani
Le prospettive più rilevanti riguardano soprattutto l’ambito pediatrico. In Italia, la legge 130 del 2023 prevede l’avvio di programmi di screening per individuare precocemente i soggetti a rischio di diabete tipo 1.
Ritardare anche di pochi anni la necessità di insulina significa ridurre complicanze, migliorare la qualità della vita e permettere una gestione più consapevole della malattia, soprattutto nei giovani.
Un passo avanti nella prevenzione del diabete
“L’ospedale Papa Giovanni XXIII si conferma centro di riferimento per l’innovazione clinica”, ha dichiarato il direttore generale Francesco Locati, sottolineando l’importanza del lavoro delle équipe coinvolte.
Un risultato che segna un cambio di passo nella gestione del diabete di tipo 1, sempre più orientata alla prevenzione e all’intervento precoce, anche nel territorio di Bergamo.
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