Encefalopatia epatica, Bassanini (Alfasigma): “Più attenzione ai bisogni dei pazienti”

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(Adnkronos) – "La campagna nasce da una convinzione che abbiamo in Alfasigma: l'analisi dei bisogni è il punto di partenza di qualsiasi intervento. Per raggiungere questo obiettivo lavoriamo su due fronti: da un lato la collaborazione con i clinici e le società scientifiche, dall'altro l'ascolto diretto dei bisogni dei pazienti. Questa iniziativa è stata per noi un'esperienza estremamente positiva perché nasce da una stretta collaborazione con le associazioni dei pazienti, inoltre una ricerca etnografica ci ha permesso di raccogliere le testimonianze di pazienti e caregiver nella loro quotidianità". Lo ha detto Stefania Bassanini, VP Medical Affairs di Alfasigma, oggi a Roma alla presentazione della campagna 'Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?', promossa in collaborazione con associazione EpaC Ets e con il patrocinio di Aigo – Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, Aisf – Associazione italiana per lo studio del fegato, Cleo – Club degli epatologi ospedalieri, Fadoi – Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti e Simg – Società italiana di medicina generale e delle cure primarie. "Questo approccio ha permesso di far emergere bisogni ancora insoddisfatti e criticità nel percorso di cura del paziente – sottolinea Bassanini – Grazie alla campagna saranno organizzati eventi formativi sul territorio per fornire informazioni sulla patologia e sulla sua gestione a 360 gradi: dal counseling nutrizionale fino al riconoscimento dei sintomi che rappresentano un campanello d'allarme per una presa in carico tempestiva. Crediamo che per migliorare il percorso di cura del paziente sia fondamentale il contributo di tutti gli attori del sistema salute: istituzioni, società scientifiche, associazioni pazienti e industria. Il messaggio che vogliamo dare è chiaro", conclude: "Ognuno deve fare la propria parte affinché l'encefalopatia epatica non resti una patologia di secondo piano, ma venga gestita con percorsi di cura omogenei sul territorio, diagnosi più precoci e tempestive e un adeguato e corretto supporto ai caregiver che accompagnano il paziente". 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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