(Adnkronos) – L’uomo che uccise l’ex primo ministro giapponese Shinzo Abe è stato condannato all’ergastolo, oltre tre anni dopo l’attentato avvenuto durante un comizio elettorale a Nara nel luglio 2022. Il 45enne Tetsuya Yamagami aveva ammesso la propria responsabilità fin dall’inizio del processo, ma la decisione sulla pena aveva diviso l’opinione pubblica: l’accusa chiedeva il carcere a vita per un "atto gravissimo", mentre la difesa aveva invocato clemenza sostenendo che Yamagami fosse vittima di "abusi religiosi". L’omicidio di Abe, il premier più longevo nella storia del Giappone, sconvolse un Paese dove i reati con armi da fuoco sono rarissimi. Secondo i legali, Yamagami nutriva rancore verso Abe per i legami dell’ex leader con la Chiesa dell’Unificazione, alla quale la madre dell’imputato aveva donato ingenti somme, mandando in rovina la famiglia. Il caso ha messo in luce i rapporti tra politici e l’organizzazione religiosa, provocando indagini ufficiali sulle sue pratiche e culminando, nel 2024, nel ritiro dello status legale della Chiesa come ente religioso. In un messaggio letto in aula, la vedova Akie Abe ha detto che il dolore per la perdita del marito "non si attenuerà mai".
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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