Il ruolo della Cia e il raid sul compund: così è stato ucciso Khamenei

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(Adnkronos) – La morte della Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, e di altri alti funzionari iraniani è avvenuta dopo una stretta condivisione di intelligence tra Stati Uniti ed Israele. Lo riferiscono fonti a conoscenza dell'operazione citate dal New York Times. Secondo le ricostruzioni, la Cia seguiva da mesi gli spostamenti di Khamenei, affinando informazioni sui suoi movimenti e sulle sue abitudini. Alla vigilia dell'attacco, l'intelligence avrebbe individuato un incontro al vertice previsto per sabato mattina in un complesso istituzionale nel centro di Teheran, nell'area in cui si trovano gli uffici della presidenza, della Guida Suprema e del Consiglio di sicurezza nazionale. Elemento decisivo dell'informazione raccolta era la presenza attesa di Khamenei. Sulla base di questi elementi, Washington e Tel Aviv avrebbero deciso di modificare la tempistica dell'operazione, inizialmente prevista di notte, anticipandola per sfruttare la finestra offerta dall'intelligence. La Cia avrebbe trasmesso a Israele informazioni ritenute di "alta precisione" sulla posizione della Guida Suprema. 
L'operazione, pianificata da mesi da Israele, è scattata intorno alle 6 del mattino ora israeliana, con il decollo di caccia armati con munizioni a lungo raggio e ad alta precisione. Circa due ore dopo, intorno alle 9.40 ora di Teheran, missili a lungo raggio hanno colpito il compound. Secondo un funzionario della difesa israeliana, l'attacco ha preso di mira simultaneamente più obiettivi nella capitale, dove erano riuniti esponenti di vertice dell'apparato politico e di sicurezza iraniano. Tra i presenti al vertice, secondo fonti israeliane, vi sarebbero stati, oltre a Khamenei, il comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione Mohammad Pakpour, il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, il segretario del Consiglio di difesa dell'Iran Ali Shamkhani, il comandante della Forza aerospaziale dei Pasdaran Seyyed Majid Mousavi ed il vice ministro dell'Intelligence Mohammad Shirazi. La rapidità dell'operazione, sottolineano le fonti, riflette il livello di coordinamento e di penetrazione informativa sviluppato da Stati Uniti e Israele sulla leadership iraniana, soprattutto dopo la Guerra di 12 giorni dello scorso anno, e mette in evidenza, secondo la stessa ricostruzione, le falle nelle misure di sicurezza adottate dai vertici di Teheran in una fase di aperta escalation. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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