Italiane mamme sempre più tardi, età media 32,7 anni. Appello Ivi: “Più attenzione ai tempi della fertilità”

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(Adnkronos) – Le italiane diventano mamme sempre più tardi: nel 2025 l'età media al primo parto ha raggiunto i 32,7 anni, un dato che conferma il progressivo rinvio della maternità. Ma se il calendario della vita cambia, quello biologico molto meno: "Dal punto di vista clinico la fertilità femminile tende a ridursi con l'età, con un calo più evidente dopo i 35 anni, in parallelo alla diminuzione della quantità e della qualità ovocitaria. Anche il rischio di aborto spontaneo e di anomalie cromosomiche aumenta con l'età materna". Una legge della natura che spesso viene dimenticata, e così "molte donne affrontano il tema della fertilità solo quando iniziano la ricerca di una gravidanza o dopo i primi tentativi non riusciti". Nella Giornata nazionale della salute della donna, che si celebra il 22 aprile, gli specialisti del gruppo Ivi accendono i riflettori sui tempi della fertilità e lanciano un appello: più prevenzione, perché solo così si allarga il ventaglio delle possibilità di scelta per le aspiranti mamme. "L'età rappresenta uno dei principali determinanti della fertilità femminile, perché nel tempo si riducono progressivamente sia la riserva ovarica sia la qualità ovocitaria, con possibili effetti sulla probabilità di concepimento – afferma Francesco Gebbia, medico chirurgo specializzato in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della riproduzione, co-direttore di Ivi Roma – Per questo una valutazione precoce del profilo riproduttivo ha un importante valore clinico: consente di identificare eventuali fattori di rischio e di orientare in modo tempestivo le scelte più appropriate per la singola donna". Tra gli strumenti disponibili – indica Ivi – ci sono il dosaggio dell'Amh (Ormone Antimulleriano), marker utilizzato nella valutazione della riserva ovarica, e la conta dei follicoli antrali tramite ecografia transvaginale, esame che contribuisce a stimare il patrimonio follicolare residuo. Parametri che devono essere interpretati nell'ambito di una consulenza specialistica personalizzata. "La prevenzione – ammoniscono gli esperti – oggi significa anche educazione riproduttiva: informare sui tempi biologici della fertilità, sui fattori di rischio individuali e sulle opportunità offerte da una diagnosi precoce. La Giornata della salute della donna rappresenta così l'occasione per rilanciare un messaggio chiaro: sulla fertilità, arrivare prima significa avere più opzioni". 
—salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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