(Adnkronos) – Porta la firma di Umberto Bossi, insieme a quella di Gianfranco Fini, la legge sull'immigrzione che è ancora in vigore. La Bossi-Fini risale al 2002 ed è sul piano legislativo una delle principali eredità del secondo governo Berlusconi. Da sempre contestata dalla sinistra, ha resistito negli anni senza subire modifiche sostanziali. In estrema sintesi, la legge istituisce un legame diretto tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, inasprisce le pene per il traffico di clandestini, introduce respingimenti immediati in mare e l'obbligo di impronte digitali. Di quel governo, e della maggioranza che lo sosteneva, la Lega di Umberto Bossi era un partito chiave, insieme a Forza Italia, ad Alleanza Nazionale, con Ccd-Cdu (poi Udc) e Nuovo Psi a completarla. Fini era vicepresidente del Consiglio e Bossi ministro delle Riforme istituzionali e della Devoluzione. E la legge che firmarono nasceva come risposta al crescente aumento degli sbarchi. Nel corso degli anni, è stata criticata per l'inefficacia nel gestire i flussi migratori e, talvolta, dallo stesso Fini. Ma è ancora la legge vigente.
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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