La Fenice, protesta contro Beatrice Venezi si sposta: spillette gialle al concerto a Pisa

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(Adnkronos) – A più di quattro mesi dall'avvio della mobilitazione delle maestranze del Teatro La Fenice, la protesta contro la nomina di Beatrice Venezi esce da Venezia e approda a Pisa, dove domani sera, venerdì 23 gennaio, la direttrice d’orchestra debutta al Teatro Verdi dopo il suo ritorno in Italia. In occasione della prima rappresentazione di 'Carmen' di Georges Bizet, la stragrande maggioranza dei dipendenti del Teatro pisano indosserà le spillette gialle con la chiave di violino, ideate dai lavoratori della Fenice come forma di "protesta silenziosa". Le stesse spillette erano comparse per la prima volta durante il Concerto di Capodanno a Venezia e sono diventate nel tempo il simbolo del dissenso contro una nomina giudicata non adeguata al prestigio del teatro lagunare. Quella di domani sarà una manifestazione simultanea: mentre a Pisa le spillette accompagneranno il debutto di Venezi, a Venezia le maestranze della Fenice organizzeranno un nuovo volantinaggio in occasione della rappresentazione di 'Simone Boccanegra' di Giuseppe Verdi, per ribadire le ragioni della protesta avviata il 22 settembre scorso quando il sovrintendente Nicola Colabianchi annunciò la nomina contestata. "Abbiamo già distribuito circa 25 spillette tra i lavoratori del Teatro Verdi di Pisa, il personale di sala e della biglietteria perché vogliamo manifestare solidarietà con la giusta battaglia portata avanti dai lavoratori della Fenice", ha dichiarato all'Adnkronos Samuele Falossi, responsabile Slc Cgil di Pisa.  Proprio contro le spillette ha ironizzato martedì scorso Beatrice Venezi durante la conferenza stampa al Teatro Verdi per presentare 'Carmen': "Personalmente le avrei fatte un po' più stilizzate, magari anche con uno Swarovski", ha detto.  Secondo la Slc Cgil di Pisa, "Beatrice Venezi ha rilasciato dichiarazioni gravi e inappropriate, denigrando pubblicamente il ruolo dei sindacati e il lavoro delle maestranze. Inaccettabile che sia avvenuto al Teatro Verdi, che da sempre ha visto la Cgil portare avanti in maniera costruttiva il proprio futuro, e che sia accolto in un clima che sembra legittimare una posizione di superiorità rispetto a chi lavora ogni giorno per il funzionamento del teatro"."La vicenda – spiega la Slc Cgil pisana in una nota – evidenzia la distanza tra chi gestisce un teatro e chi lo mantiene vivo, e mette in luce come l'assegnazione di incarichi prestigiosi possa dipendere più da logiche politiche che dal merito, con ripercussioni sulla dignità e le condizioni del personale. Il Verdi non è un palcoscenico per esternazioni ideologiche o battute fuori luogo: è un luogo di lavoro pubblico, dove operano professionalità che affrontano precarietà, carichi crescenti e continui tagli ai finanziamenti decisi dal governo Meloni. Ridicolizzare il sindacato e le rivendicazioni dei lavoratori non è solo offensivo, ma profondamente irresponsabile". "Il rispetto per i lavoratori e le loro rappresentanze non è un'opzione, ma un dovere imprescindibile, soprattutto in un settore culturale sempre più fragile e sotto attacco e assecondare questa narrazione significa indebolire il ruolo critico e comunitario dei teatri italiani", conclude la nota sindacale.  Infine da Lucca arriva la notizia che non sarà il Teatro del Giglio della città natale di Beatrice Venezi il luogo in cui si consumerà, forse, il calumet della pace tra la direttrice d'orchestra e gli orchestrali della Fenice di Venezia, secondo quanto riferisce 'Il Tiirreno'. Per stemperare le tensioni scaturite dalla nomina della 35enne lucchese a direttrice musicale dell'iconico teatro lagunare, nelle scorse settimane l'amministratore unico del Teatro del Giglio, Giorgio Angelo Lazzarini, aveva lanciato la proposta di ospitare in città un concerto della Fenice diretto proprio dalla stessa Venezi. Un'idea che aveva raccolto l'assenso sia del sindaco della città toscana, Mario Pardini, sia del sovrintendente della Fenice, Nicola Colabianchi. A far scattare il semaforo rosso ci ha pensato, però, il primo cittadino del capoluogo veneto, nonché presidente della Fondazione della Fenice, Luigi Brugnaro. Il sindaco di Venezia ha dichiarato che il Teatro del Giglio non sarebbe "il luogo adatto" per sancire la pace, o almeno una tregua, tra l'Orchestra e la direttrice. Resta sul tavolo la possibilità che il primo concerto dell'era Venezi possa tenersi non in Italia bensì all'estero, un'altra scelta criticata dai lavoratori della Fenice in virtù dei costi esosi per le casse pubbliche derivanti da una trasferta di questo tipo. Lazzarini, che si era già mosso per quantificare i costi di un evento di questa portata, si è detto sorpreso del no ricevuto da Brugnaro. "Sinceramente non me l'aspettavo – ha detto al 'Tirreno' – Il nostro Teatro accoglierà martedì 10 febbraio un concerto dell'Orchestra del Maggio Fiorentino diretto niente meno che da Zubin Mehta. E devo dire, inoltre, che da parte degli orchestrali lagunari non c'era stata una chiusura a questa proposta. Anzi, tutt'altro. Al di là della risposta, sono contento che il sindaco di Venezia si sia espresso sulla vicenda. Mi auguro che sia il primo di una serie di interventi fattivi capaci di sanare la situazione". Lazzarini rivendica, assieme al sindaco Pardini, di aver smosso con la sua proposta l'ambiente istituzionale veneziano: "Se questa proposta, per quanto rifiutata da Brugnaro, avrà avuto il merito di provocare un’inversione di tendenza nell’approccio alla questione, dopo tutte le denigratorie accuse subite da Venezi, allora saremo felici. Le ingiuste critiche rivolte alla direttrice d'orchestra non hanno provocato un danno d'immagine solo alla Fenice ma anche all'Italia intera". Nei giorni scorsi il sindaco di Lucca era intervenuto con un'intervista all'Adnkronos per difendere pubblicamente la concittadina: "Quando una professionista viene messa sotto accusa prima ancora di essere giudicata sul campo, non siamo più nel terreno del confronto artistico, ma in quello della censura preventiva – ha dichiarato Pardini – Si può dissentire – ed è legittimo farlo –, ma qui si sta andando oltre: a Beatrice Venezi viene contestato il diritto stesso di svolgere il proprio lavoro. Questo, da sindaco e da cittadino, non posso accettarlo. Sarà il suo percorso alla Fenice a parlare, non le polemiche costruite prima". (di Paolo Martini) 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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