La Lazio di Lotito oltre le polemiche, grazie a Motta si regala finale di Coppa Italia che pesa più di una stagione

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(Adnkronos) – In una stagione vissuta più sul terreno della tensione che su quello dell’entusiasmo, la Lazio di Claudio Lotito è riuscita comunque ad arrivare dove contano i fatti: in finale di Coppa Italia. Un traguardo che assume un peso specifico enorme se inserito nel contesto di un’annata complicata, segnata da risultati altalenanti, da un rapporto difficile con la tifoseria e da un clima ambientale spesso vicino alla rottura. Il percorso biancoceleste è stato accompagnato fin dall’inizio da polemiche costanti ma Claudio Lotito è rimasto al centro del dibattito, bersaglio di critiche e contestazioni che non si sono mai davvero placate. La gestione societaria, le scelte di mercato e la visione a lungo termine del club hanno alimentato un malcontento diffuso tra la tifoseria organizzata, culminato anche nelle prese di posizione nette e l'assenza allo stadio. Proprio nelle ultime ore, infatti, è arrivato un ultimo segnale: la tifoseria organizzata della Lazio ha annunciato che sarà presente alla finale di Coppa Italia (in quanto 'campo neutro' anche se all'Olimpico) ma non al derby. Una scelta simbolica, che racconta la frattura ancora aperta con la società, ma anche il senso di appartenenza a una partita che può valere una stagione. Nonostante tutto, la Lazio è rimasta in piedi. E lo ha fatto seguendo una linea chiara, che parte dalla società e arriva fino al campo. Lotito, fedele al suo stile, ha scelto di non stravolgere, di non cedere alla pressione del momento, affidandosi al lavoro quotidiano e alla continuità. In questo quadro si inserisce il ruolo di Angelo Fabiani, chiamato a operare in una fase delicata, con margini ridotti e poche possibilità di errore. Il suo lavoro è stato silenzioso ma fondamentale: gestione del gruppo, equilibrio interno e scelte funzionali a un’idea di calcio sostenibile, con l'arrivo di giocatori rivelatisi molto importanti, da Taylor a Motta, protagonista assoluto della qulificazione alla finale della Coppa Italia, con quattro rigori parati. Il vero perno, però, resta Maurizio Sarri. L’allenatore ha attraversato mesi complessi, a tratti messo in discussione, ma non ha mai perso il controllo della squadra. Sarri ha lavorato sulla compattezza, ha accettato i limiti dell’organico e ha trasformato la Coppa Italia nell’obiettivo concreto su cui costruire una risposta sul campo. Niente calcio scintillante, ma una Lazio solida, capace di soffrire e di restare lucida nei momenti chiave. La finale rappresenta oggi molto più di una semplice occasione di alzare un trofeo. In caso di successo, la Lazio conquisterebbe l’accesso diretto alla prossima Europa League, un risultato fondamentale sia dal punto di vista sportivo che economico. Inoltre, il trionfo garantirebbe anche la qualificazione alla finale di Supercoppa Italiana del prossimo anno. In un’annata difficile la Lazio si è ritrovata proprio quando sembrava più fragile. Lotito, Fabiani e Sarri hanno portato la squadra fino all’ultimo atto. Ora resta l’ultima pagina da scrivere contro l'Inter di Chivu, che veleggia verso la vittoria dello scudetto e l'obbiettivo 'doblete'. Ma, comunque vada, questa finale racconta di una Lazio che, anche controvento, non ha mai smesso di crederci. 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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