(Adnkronos) – Gli integratori sono entrati a far parte della routine di una quota sempre più ampia della popolazione. "Più di 8 italiani su 10 (85%) li hanno utilizzati nell'ultimo anno e 1 su 3 li assume regolarmente tutti i mesi, mentre una parte (17%) lo fa per esigenze specifiche e solo il 15% non li ha mai usati. In ogni caso, si tratta di un'esperienza d'uso che viene considerata pienamente positiva: quasi 8 su 10 (78%) ritengono che gli integratori abbiano migliorato il proprio benessere". Sono alcuni tra i punti chiave dell'indagine 'Italiani e integratori alimentari', realizzata da AstraRicerche per conto di Integratori & Salute, l'associazione più rappresentativa del comparto degli integratori alimentari in Italia e parte di Unione Italiana Food, aderente a Confindustria. Lo studio ha fotografato percezioni, conoscenze, modalità e frequenza di consumo degli italiani rispetto a questi prodotti. Tra le tipologie di integratori più diffuse, "in testa quelli per le difese immunitarie (39%) e per l'energia fisica (37%), seguiti dagli integratori per bisogni più specifici, come aiuto per le ossa, supporto alla dieta, bellezza, intestino. Anche quelli per sonno, stress o umore (18%) e concentrazione (16%) raccolgono una buona fetta di mercato, confermando che il benessere mentale è importante quanto quello fisico". "Come emerge dalla ricerca, gli italiani mostrano una crescente fiducia verso gli integratori alimentari – afferma Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute – Non si tratta di un acquisto impulsivo, ma di un utilizzo fatto con frequenza e metodo, basato sulla percezione di un reale giovamento per il benessere fisiologico e il miglioramento della qualità della vita. Il mercato degli integratori in Italia ha dimostrato una resilienza straordinaria, evolvendo da settore di nicchia a pilastro fondamentale del mantenimento del benessere. Gli italiani hanno compreso che l'integrazione, se inserita in uno stile di vita corretto e supportata dal parere di medici e farmacisti, è un investimento sulla longevità attiva. Il nostro impegno come associazione è da un lato continuare a investire in ricerca scientifica e innovazione nelle formulazioni per garantire prodotti sempre più efficaci e specifici; dall'altro, promuovere una corretta cultura di prodotto per abbattere i luoghi comuni che ancora ci sono". La farmacia è principale luogo di acquisto per 6 italiani su 10. "Senso di sicurezza e professionalità: la farmacia è il luogo di elezione per l'acquisto di integratori alimentari per il 61% dei nostri connazionali – emerge dalla ricerca – L'online segue a distanza, con il 33%, segno che la consulenza umana conta ancora molto. Gli acquisti sul web superano comunque quelli effettuati presso la Gdo, che si piazzano al terzo gradino del podio con il 21,5%. Il consiglio su quali integratori assumere arriva per 2 utilizzatori su 3 (65%) da medici e farmacisti, che rappresentano le figure professionali più influenti sull'acquisto. Solo 1 italiano su 3 (34%) è solito seguire il 'fai da te', una pratica sconsigliata e che può comportare dei rischi per il consumatore". Per approfondire la conoscenza di questi prodotti, risulta ancora dall'indagine, "i nostri connazionali seguono in primis i professionisti della salute come medici (41%) e farmacisti (40%). Ma anche i canali digitali stanno acquistando un ruolo importante, in particolare per la Gen Z e i Millennials. Tra questi spiccano la ricerca attiva su Google (22%) e i siti web dei produttori (12,5%); marginali risultano invece i social network (8%) e gli influencers (5%). "Se la farmacia è un punto di riferimento per il consumatore è perché il cittadino riconosce nel professionista della salute un importante filtro di attendibilità – prosegue Scarpa – Occorre continuare a investire nella formazione, in quanto la qualità del prodotto deve sempre camminare di pari passo con la qualità del consiglio. Il farmacista deve conoscere la biochimica dell'integratore, essere in grado di spiegare il concetto di biodisponibilità e suggerire il momento migliore della giornata per l'assunzione di un integratore: solo così si combatte la disinformazione, anche del web". Spesso, quando si parla di integratori alimentari, ci si imbatte in luoghi comuni, fake news o informazioni incomplete. Le più ricorrenti – secondo il report – sono che "curano" le malattie, si prestano tranquillamente a un uso "fai da te" o "sono come i farmaci". E poi ancora: sono solo "palliativi"; non servono a nulla o di contro sono "elisir miracolosi di lunga vita". Dalla survey di AstraRicerche emerge insomma un quadro "a tinte chiaroscure sulla conoscenza che gli italiani hanno degli integratori e del loro ruolo. Partiamo dalle buone notizie: i nostri connazionali – si legge – legano l'utilizzo degli integratori al mantenimento del benessere generale. Gli intervistati sono d'accordo con il fatto che questi prodotti servono a sostenere la salute generale (42%), aumentare l'energia (34%) e aiutare il sistema immunitario (33%). Tuttavia, su altre questioni c'è ancora molto da fare per diffondere una corretta informazione. Ad esempio, solo 4 italiani su 10 (40%) sanno – correttamente – che nessun integratore richiede una prescrizione. Mentre poco più della metà (51%), crede – erroneamente – che sia necessaria la ricetta di un medico almeno per alcuni di essi".
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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