Santilli, ‘full hybrid resta performance Toyota, puntiamo a 50% segmento’

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(Adnkronos) – "Grazie al contributo dell'Aygo X Hybrid, che abbiamo appena lanciato, Toyota potrebbe salire ancora nella quota del full hybrid sul mercato italiano e dal 43% toccato lo scorso anno potremmo salire al 50% nel 2025". E' la stima formulata, in un incontro di inizio anno, dall'Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia, Alberto Santilli che evidenzia come "oggi una strategia multitecnologia come la nostra è una offerta vincente che incontra i bisogni degli automobilisti italiani". D'altronde, con una storia sull'ibrido che supera ormai un quarto di secolo, "Toyota, assieme a Lexus, può vantare un parco circolante di oltre 650 mila unità che nel loro utilizzo quotidiano si traducono in un abbattimento di 200 mila tonnellate di CO2 l'anno, equivalenti a 8 milioni di alberi piantati". Una credibilità che si traduce in un primato fra gli importatori (con 120.820 auto vendute e una quota di mercato del 7,9 per cento) e una continua crescita a livello locale. "Nel 2025 – ricorda Santilli – il nostro è stato il marchio più venduto in 15 città, a cominciare da Roma (dove un’auto su cinque è una ibrida Toyota)". Buono anche il contributo di Lexus, che ha continua la sua crescita costante con un totale di 6.434 unità da inizio anno (+6%) e una quota del 2,2% (+0,1 punti) nel premium market, principalmente grazie al successo di LBX con 3.614 unità. Ma Santilli evidenzia anche la performance della gamma Professional che "ha terminato l'anno con 8.703 unità pari a un un incremento annuo del 43% ma soprattutto è passata dal nono al sesto posto, nel segmento, con una quota importante di modelli elettrici, pari al 16%". A questi risultati, aggiunge, si è accompagnato un 'adeguamento' della rete – più che dimezzata negli ultimi 8 anni – con un approccio 'lean' che non è andato a scapito della brand reputation e dell'assistenza al cliente "migliorando anche la redditività dei nostri partner". Per il futuro, conclude, "guardiamo a quello che succede in Europa, dove vorremmo un approccio più equilibrato sulla scadenza del 2035. Mentre in Italia, dove gli ultimi bonus sull'elettrico hanno solo anticipato la domanda, preferiremmo incentivi strutturali su un arco di 3-4 anni". 
—motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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