Dura presa di posizione del Circolo Legambiente Basso Sebino sulla gestione del verde pubblico a Sulzano. Al centro delle critiche, l’intervento effettuato sugli otto tigli del Porto Vecchio, recentemente capitozzati.
“Ancora una volta si assiste a uno scempio del verde pubblico”, denuncia il presidente Franco Gangemi, sottolineando come gli alberi, descritti come sani e rigogliosi, siano stati pesantemente mutilati, perdendo completamente la loro funzione estetica e ambientale.
Il risultato, secondo l’associazione, è evidente: un’area che dovrebbe offrire ombra e ristoro a residenti e turisti in attesa dei traghetti si è trasformata in una vera e propria isola di calore, esposta al sole e priva di qualsiasi riparo naturale.
Legambiente evidenzia come questo tipo di intervento vada in direzione opposta rispetto alle indicazioni europee, che invitano le amministrazioni locali a contrastare il surriscaldamento urbano attraverso una corretta gestione del verde.
Non si tratterebbe di un caso isolato. L’associazione ricorda infatti che solo pochi anni fa furono abbattuti cinque tigli in via Pericoli, anch’essi in buone condizioni, segno – secondo Legambiente – di una gestione “miope e distruttiva”.
Dal punto di vista tecnico, viene ribadito come i tigli tollerino male i tagli drastici: la capitozzatura li indebolisce, li espone a malattie e può aumentarne la pericolosità nel tempo. Le buone pratiche arboricolturali prevedono infatti interventi mirati su rami secchi, malati o pericolanti, evitando operazioni invasive.
“È lecito chiedersi quale sia la visione dell’amministrazione”, conclude il presidente Gangemi. Senza un cambio di rotta, Sulzano rischia – secondo Legambiente – di passare da simbolo culturale legato all’opera di Christo a esempio negativo di degrado urbano, con un territorio sempre più caldo, spoglio e dominato dalle automobili.
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