Una nuova tragedia sul lavoro colpisce la Bergamasca. Michele Regazzoni, boscaiolo di 23 anni, ha perso la vita nella mattinata di oggi mentre era impegnato in un intervento in un’area boschiva nei pressi della diga di Valmora. Il giovane è rimasto schiacciato da un albero durante le operazioni di lavoro. Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti delle autorità per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio anche da parte della CGIL Bergamo, che ha espresso vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore e ha rilanciato il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, chiedendo piena chiarezza sulle modalità con cui si è verificato l’incidente.
Secondo quanto evidenziato dal sindacato, Michele Regazzoni operava come professionista con partita IVA. Saranno le indagini a stabilire se l’attività fosse svolta nell’ambito di un rapporto diretto oppure attraverso un sistema di appalto o subappalto con un’altra impresa del settore forestale.
“Di fronte a una vita spezzata a questa età non ci sono parole di circostanza che tengano”, sottolinea la CGIL Bergamo, che ribadisce come sia fondamentale comprendere le cause dell’incidente per evitare che tragedie simili possano ripetersi.
Il sindacato richiama inoltre un dato particolarmente significativo: il 67% degli infortuni gravi o mortali in Italia avviene all’interno delle filiere in appalto e subappalto. Secondo la CGIL, la crescente frammentazione delle attività lavorative e il ricorso all’esternalizzazione rischiano troppo spesso di tradursi in una riduzione delle tutele e dei controlli, con conseguenze che ricadono sui lavoratori più esposti.
“Troppo spesso la parcellizzazione delle mansioni e l’esternalizzazione non rispondono a reali esigenze di specializzazione, ma diventano una scorciatoia per abbattere i costi, ridurre i salari e allentare la maglia dei controlli”, evidenzia il sindacato.
Per la CGIL Bergamo è indispensabile fare piena luce non solo sulla dinamica dell’incidente, ma anche sull’organizzazione del lavoro presente nel cantiere forestale di Valmora. Che si tratti di dipendenti o di lavoratori autonomi, conclude il sindacato, la sicurezza deve rappresentare un requisito imprescindibile e non può mai essere sacrificata in nome della flessibilità o del contenimento dei costi.
L’intervento è firmato da Angelo Chiari, responsabile Sicurezza sul lavoro della CGIL Bergamo, che rinnova l’appello affinché ogni morte sul lavoro diventi occasione per rafforzare concretamente la prevenzione e la tutela dei lavoratori.
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