(Adnkronos) – L'anemia è una delle manifestazioni più gravi della mielofibrosi, un tumore del sangue che colpisce il midollo osseo e che in Italia registra circa 900 nuove diagnosi ogni anno, con un'incidenza maggiore tra i 60 e i 70 anni. Il 40% dei pazienti presenta anemia già alla diagnosi e quasi tutti la sviluppano nel corso della malattia, rendendo necessarie frequenti trasfusioni di sangue per mantenere livelli di emoglobina adeguati. L'introduzione di momelotinib, Jak inibitore orale, ha ampliato le opzioni terapeutiche disponibili, ha consentito di migliorare i livelli di emoglobina e di ridurre significativamente il ricorso alle trasfusioni, con un impatto favorevole anche sui sintomi legati all'anemia e sulla splenomegalia, tra le principali complicanze della patologia oncoematologica. Intervenire precocemente sull'anemia, portando l'emoglobina a livelli superiori a 10 g/dL è associato a una maggiore sopravvivenza globale.
"https://www.montagneepaesi.com/wp-content/uploads/2026/01/serv_gsk_mielofibrosi.mp4"—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!
Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.
📢 Seguici anche su Telegram!
Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.