(Adnkronos) – "Mettere al centro la persona; unire e non dividere; non contro ma in aiuto. La politica ci ascolti e i giovani, su cui puntiamo molto, tornino protagonisti del loro futuro". Così Francesco Vaia, oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, ma tra i protagonisti della pandemia Covid come direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma e poi come direttore della Prevenzione del ministero della Salute, lancia il 'Manifesto per il Ssn' nell'ultimo episodio del vodcast 'La salute senza filtri-Dalla pandemia alle liste d'attesa', pubblicato oggi sui canali Adnkronos. Una discesa in campo rispetto al ruolo di tecnico al servizio delle istituzioni durante il Covid. "Nel passato c'è stata qualche telefonata anche per incarichi importanti, ministeriali – ha ricordato Vaia – Ma ho fatto un scelta diversa, io mi sento ancora il camice bianco addosso. Mi sento ancora un 'civil servant' come all'epoca dello Spallanzani e del ministero. Il Manifesto lo presenterò, ma ci sono tanti colleghe e colleghe che collaboreranno. E' un'azione collettiva di cittadinanza attiva". "Dobbiamo collaborare con i governi per un miglioramento della sanità, ma non solo: sanità e sociale. Dopo le odiose liste d'attesa, l'altro problema è il 'trattino' tra socio-sanitario che non riusciamo a superare – indica l'ex direttore delal Prevenzione – Il ministero del Welfare sarebbe da riprendere per guardare in direzione del cittadino. Perché tanti sportelli per l'utente? Mettiamo insieme le competenze, uno dei punti del Manifesto è un ministero del Welfare che metta insieme sociale e sanitario".
Il rapporto con Giorgia Meloni? "Ho avuto sempre un buon rapporto con lei – risponde Vaia – basato sulla stima professionale. Un giorno le chiesi perché non si prendevano certe decisioni e lei mi rispose delle difficoltà economiche ereditate. Allora mi chiedo c'è una questione di priorità? Bene, la prima è rendere centrale la persona. Rispondere – ad esempio – alla transizione demografica, avremo tante persone anziane in futuro e molte con disabilità". Ma questo Manifesto è di destra o di sinistra? "Collaboriamo con le istituzioni – ha risposto Vaia – oggi c'è un colore e domani ce ne sarà forse un altro. Non escludo che tra le persone che collaborano ci sono persone identificabili. Dobbiamo tornare ad un linguaggio di rispetto delle singole posizioni. Impegnamoci – rimarca – di più sulla salute e la fragilità delle persone. Puntiamo sull'invecchiamento attivo e sulla prevenzione". Vaia durante il Covid è stato spesso in tv per un'opera di divulgazione e informazione scientifica, è stato anche ospite di 'Amici' di Maria De Filippi. "Ho incontrato e incontro spesso i giovani – chiosa – dobbiamo puntarci e sono al centro del Manifesto. A loro dico di prendere in mano il Paese". La serie è disponibile su Spotify, YouTube e sulla sezione Podcast di adnkronos.com.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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