Una mostra destinata a sorprendere: Albino riscopre Enea Salmeggia

🔔 Vuoi ricevere le notizie di Montagne & Paesi sul tuo smartphone? WhatsApp WhatsApp | Telegram Telegram

La storia dell’arte può essere dipinta e riletta anche in ValSeriana. A torto ritenute, in passato, culturalmente periferiche, queste terre hanno dato i natali ad insigni artisti e fra loro, ad Enea Salmeggia detto “il Talpino”, di cui si celebrano quest’anno i 400 anni dalla morte.

Dall’11 ottobre al 13 dicembre la città di Albino dedica a Salmeggia un percorso espositivo temporaneo di valorizzazione scientifica e divulgativa (il solo termine “mostra” sarebbe a dir poco riduttivo) affidato al Museo Bernareggi e alla Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo già impegnata nel progetto «Salmeggia400» su mandato del Comune di Nembro.

La conferenza stampa di mercoledì 7 ottobre nella Sala Consiliare del municipio di Albino (presenti il sindaco Daniele Esposito e la vicesindaco di Nembro Sara Bergamelli) ha aperto scenari di enorme interesse, destinati a conquistare anche il pubblico più distante e superficiale.

Gli spunti sono infiniti, così come le nuove attribuzioni, le indagini territoriali, le interazioni con il contesto albinese e seriano. L’ambizione di dare nuova, meritata dignità all’artista nato nella piccola frazione nembrese di Salmezza può dirsi sin d’ora soddisfatta, grazie a scelte espositive sinergiche e alla profondità di indagini che non si sono certo fermate alla semplice necessità celebrativa. La curatela concretamente curiosa e mai banale di Silvio Tomasini e Giovanni Valagussa consente all’esposizione nella chiesa di San Bartolomeo ad Albino di restituire la complessità della figura del Talpino sotto il profilo storico, figurativo e devozionale, offrendo sguardi che aiutano un riferimento puntuale alla pittura lombarda contemporanea e precedente ripercorrendo derivazioni da Leonardo, Bernardino Luini, Lorenzo Lotto e Giovan Battista Moroni. “L’Assunta del Salmeggia – ha spiegato Valagussa – rappresenta un ideale punto di convergenza fra la celeberrima tela del Tiziano nei Frari di Venezia e quella Lorenzo Lotto a Celana”. Salmeggia respira l’aria di inizio ‘600, epoca in cui opera anche Caravaggio, quando agli sguardi al vero mutuati da Giovan Battista Moroni si aggiungono ritorni ai manierismi del primo ‘500 e alle indagini ambientali di contesto esaltate da Leonardo nella “Vergine delle Rocce”. Un’epoca cui Bergamo contribuì non poco, oltre che con Salmeggia anche con Gianpaolo Cavagna e Francesco Zucco.

La mostra di Albino nasce innanzitutto dall’eccezionale ritorno alla fruizione pubblica di due importanti dipinti di Salmeggia, provenienti dall’antica chiesa della Natività di Maria, in Desenzano al Serio: la Madonna in gloria tra i Santi Pietro, Alessandro, Alberto Carmelitano e Santo Vescovo e la Miracolosa guarigione della Venturina, oggi concesse in comodato al Comune di Albino e destinate a rimanere esposte nella chiesa di San Bartolomeo per i prossimi anni. Queste due opere costituiscono un nodo fondamentale nella costruzione dell’immaginario devozionale albinese legato al miracolo della Madonna della Gamba e offrono l’occasione per rileggere il ruolo del pittore all’interno della cultura figurativa lombarda. Proprio il legame con il culto mariano, ancora così sinceramente vissuto in terra di Albino, porta alla scelta di collocare l’inaugurazione della mostra nei giorni dei festeggiamenti annuali dell’Apparizione della Madonna della Gamba.

La scelta della sede espositiva assume inoltre un forte valore storico e simbolico. Dopo le celebrazioni dedicate a Giovan Battista Moroni nel progetto «Moroni 500», la chiesa di San Bartolomeo, di per sé prezioso scrigno di tesori pittorici e scultorei, torna a essere luogo privilegiato di riflessione sull’identità artistica del territorio, ponendosi come spazio di continuità tra la lezione moroniana e la successiva elaborazione pittorica di Salmeggia. La mostra intende evidenziare come il Talpino sia stato in grado di creare un linguaggio capace di coniugare osservazione naturale, compostezza narrativa e intensità devozionale, elaborando immagini caratterizzate da una straordinaria naturalezza emotiva e da una raffinata e domestica misura compositiva.

La mostra si articola in un percorso cronologico che ospita opere provenienti dalla provincia e dalla città di Bergamo, proponendo anche alcune interessanti nuove attribuzioni. Accanto alle parrocchie cittadine della Cattedrale, di Sant’Alessandro in Colonna, di Sant’Alessandro della Croce e di Santa Maria delle Grazie, sono coinvolte nel prestito dei dipinti le chiese di Desenzano al Serio, Fiorano, Martinengo, Vall’Alta, Verdello. Importante anche la presenza di opere da collezioni private, con qualche inedito. La narrazione di eventi miracolosi, talvolta elaborata attraverso immagini destinate a permanere nella memoria cultuale, si alterna con la capacità di Salmeggia di fondere la tradizione naturalistica bergamasca con una pacata tensione classicista, entro un linguaggio colto e profondamente comunicativo.

Collaborano alla ricerca scientifica e al progetto quattro giovani Storici dell’arte e i giovani del progetto Le Vie del Sacro. In particolare, Chiara Bolis, Marco Bombardieri, Andrea Mora e Davide Rota proporranno i loro contributi in catalogo, ma condurranno anche serate di approfondimento che metteranno a fuoco alcuni dei cantieri determinanti per la produzione artistica del Maestro nembrese.

L’evento prevede una collaborazione diretta con l’Istituto Statale di Istruzione Superiore Oscar Romero di Albino. Gli studenti delle classi quarte, infatti, accompagnati e formati dai propri insegnanti, si eserciteranno nell’accoglienza del pubblico in mostra e nelle visite guidate, provvedendo alla narrazione dei contenuti che la mostra veicola. L’allestimento, a cura dello Studio di architettura Balini, è pensato per valorizzare con rispetto il dialogo tra i dipinti e lo spazio della chiesa di San Bartolomeo. Il percorso espositivo offre inoltre l’occasione per contemplare, in una nuova percezione, alcune opere oggetto di recentemente restauro. Tra queste, spicca la decorazione per il tabernacolo della Cattedrale di Sant’Alessandro in Bergamo, che permette una riflessione aggiornata in ambito tecnico e conservativo ma anche sulla fortuna critica e territoriale di Salmeggia. L’iniziativa prevede la realizzazione di un catalogo scientifico (presentazione il 7 novembre alle 20.30) nel desiderio di rilanciare in modo durevole la presenza e la conoscenza del patrimonio pittorico del Talpino nel territorio locale, promuovendo una rete di relazioni culturali e istituzionali capace di rafforzare nel tempo la tutela, la valorizzazione e la fruizione pubblica dei dipinti del Maestro seriano.

Una serie di eventi, conferenze, presentazioni di restauri, itinerari accompagnerà la mostra per offrire alla cittadinanza e agli appassionati approfondimenti e suggestioni di grande interesse. La mostra sarà visitabile gratuitamente grazie all’impegno di numerosi volontari: mercoledì dalle 9 alle 12, giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30, sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.

 

01
2
7
16
image_print
WhatsApp Logo

📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!

Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.

👉 Clicca qui per iscriverti al canale

Telegram Logo

📢 Seguici anche su Telegram!

Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.

👉 Clicca qui per iscriverti su Telegram

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Montagne & Paesi

Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili. Puoi trovare maggiorni informazioni sul nostro trattamento dei dati personali nella nostra Privacy Policy