Biennale Arte, scontri tra polizia e pro Pal a Venezia. Serrata anti-Israele, chiusi 20 padiglioni

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(Adnkronos) –
Tafferugli con i reparti della polizia in tenuta antisommossa sono stati registati nel tardo pomeriggio di oggi a Venezia quando i circa duemila (mille per la questura) manifestanti del corteo pro-Pal hanno tentato di sfondare il cordone che presidiava l’entrata della Biennale di Campo de la Lana.  Il tentativo di sfondamento della testa del corteo, che in quel momento si trovava in Fondamenta Arsenale, dove si trova il padiglione di Tel Aviv, è durato non più qualche minuto. Al primo contatto ravvicinato i reparti antisommossa hanno risposto con una carica durata un minuto agitando scudi e sfollagente fino a che il corteo non si è ritirato sulla Fondamenta. Al momento non si registrano feriti. Il corteo ha poi proseguito fino all’entrata dell’Arsenale dove la manifestazione, cominciata alle 16.30 in via Garibaldi, si è sciolta.   Una ventina di padiglioni nazionali tra i Giardini e l'Arsenale sono stati chiusi oggi in seguito alla mobilitazione "senza precedenti" promossa, tra gli altri, dal collettivo Art Not Genocide Alliance (Anga). Il canale Telegram 'Global Project' ha dato l'annuncio con queste parole: "Decine di padiglioni ed esposizioni della Biennale di Venezia rimangono chiusi per lo sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura contro la presenza del padiglione israeliano e il genocidio ancora in corso in Palestina". La chiusura è stata data in concomitanza con il corteo che "punterà – avevano scritto – a raggiungere il padiglione israeliano all’Arsenale, contro il genocidio e la militarizzazione dell’economia, per i diritti di lavoratrici e lavoratori e in solidarietà con gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago e Saif, detenuti ora in Israele". Sono stati chiusi Austria, Belgio, Egitto, Lituania, Catalogna, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Qatar, Malta, Cipro, Ecuador, Regno Unito e Arti Applicate. "Sono qui per Venezia e per la Biennale. Venezia merita sempre di essere visitata, appena posso trovo il modo sempre di essere a Venezia. E poi sono qui per mettere il mio mattoncino per porre fine a polemiche che non dovrebbero coinvolgere una realtà straordinaria come la Fondazione Biennale", ha detto il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, parlando con i giornalisti al suo arrivo alla Biennale Arte.  Accolto dal presidente della Biennale, PIetrangelo Buttafuoco, al termine della visita ha detto: "Alla Biennale Arte non si parla di guerra, non si parla di conflitti. Io ho visitato i padiglioni degli Stati Uniti, della Russia, della Cina, di Israele e dell'Italia e spero di vederne tanti altri. Secondo me la cultura e lo sport dovrebbero essere campi neutri, campi d'incontro, anche perché chi entra in questo padiglione penso che ne esca con un'idea di serenità che poi magari traspone nell'attività politica", ha detto al termine della visita al padiglione russo. A cronisti che hanno chiesto se abbia trovato "qualcoso di scandaloso" nel padiglione della Federazione Russa, Salvini ha riposto: "Scandaloso? Io non esco scandalizzato, anzi io adoro i canti e le tradizioni popolari in tutte le parti del mondo", facendo riferimento alle esibizioni musicali a cui ha assistito. Poi il ministro ha aggiunto: "Io con la testa oggi sono anche un po' a Genova per l'adunata degli alpini perché anche lì è storia e tradizione, lingua e cultura e rispetto. Anche lì polemiche: siamo veramente in un'epoca surreale dove perfino l'adunata dei rigorosi alpini riesce a scandalizzare e a preoccupare. Io penso che i problemi non siano negli alpini né questi ragazzi e i loro canti siberiani, non penso che venendo qua si sostenga il conflitto o un governo di una parte o dell'altra". "Pietrangelo Buttafuoco ha ragione: l'arte, come lo sport, visto che abbiamo appena finito le Olimpiadi, devono essere esenti da conflitti. Ho enorme stima di Buttafuoco", ha quindi affermato Salvini a proposito delle polemiche che hanno investito il presidente della Biennale. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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