Giornata della danza, medico-fisiatra: “E’ un farmaco naturale, sugli anziani ha effetti sbalorditivi”

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(Adnkronos) – "Spesso pensiamo alla danza esclusivamente come a un'espressione artistica o a un momento di aggregazione sociale. Eppure, dietro la grazia e la potenza di una ballerina si nasconde una profonda e complessa biomeccanica che ha ispirato, nel corso del Novecento, alcune delle più importanti e rivoluzionarie tecniche di riabilitazione. La danza ha infatti letteralmente prestato i suoi principi scientifici alla medicina, aiutando pazienti con gravi traumi o patologie neurologiche a ritrovare il movimento. Ma non è necessario entrare in una clinica riabilitativa per godere degli effetti terapeutici del movimento a tempo di musica. La scienza oggi conferma che la danza è un vero e proprio 'farmaco naturale', capace di agire su corpo e mente in ogni fase della vita. Nei bambini, la danza migliora la propriocezione (la consapevolezza del proprio corpo nello spazio), e sviluppa la coordinazione. Inoltre, l'apprendimento di sequenze ritmiche stimola lo sviluppo cognitivo e la capacità di concentrazione". Così all'Adnkronos Salute Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa), in occasione della Giornata mondiale della danza che si celebra il 29 aprile.  "Tra le pareti degli studi di riabilitazione di tutto il mondo – spiega lo specialista – vengono applicati quotidianamente metodi clinici che affondano le proprie radici nel mondo della danza. Ad esempio il metodo Bobath, che è uno degli approcci più diffusi a livello globale per la riabilitazione in ambito neurologico (come il recupero post-ictus o la paralisi cerebrale infantile). Quello che pochi sanno è che la sua creatrice Berta Bobath (nata Ottilie Busse), assieme al marito neurologo, prima di fuggire dalla Germania nazista e diventare fisioterapista a Londra negli anni '40, era un'insegnante di danza espressiva e ginnastica ritmica. La sua profonda conoscenza della fluidità, dell'equilibrio e del movimento derivata dalla danza ha rivoluzionato la clinica: invece di forzare i muscoli, il metodo Bobath utilizza un tocco mirato e la facilitazione di movimenti fluidi per 'riprogrammare' il sistema nervoso centrale". La danza "in età adulta, oltre a essere un eccezionale allenamento aerobico, abbatte i livelli di cortisolo. Negli anziani poi – assicura il medico-fisiatra – la danza mostra i suoi effetti più sbalorditivi. Imparare i passi stimola la memoria e la neuroplasticità cerebrale, ritardando il decadimento cognitivo. L'allenamento sull'equilibrio e sui continui spostamenti del baricentro riduce drasticamente il rischio di cadute. Non a caso, protocolli clinici come la 'Dance for PD' (Danza per il Parkinson) sono ormai ampiamente validati per ridurre i tremori e migliorare la fluidità del passo nei pazienti affetti da questa patologia. Muoversi a tempo di musica – conclude Bernetti – non è solo un inno alla bellezza, ma una delle espressioni più alte della resilienza e della capacità del corpo umano di curare se stesso". 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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